Speciale: Abel. Il ritorno di Alessandro Baricco al romanzo
Un contributo originale di Baricco sulla nascita del libro, interventi di Alessandro Mari, video e molto altro. Uno speciale in progress dedicato ad Abel. Dopo oltre 8 anni da...
La protagonista dell’esordio narrativo di Eztizen Artola Iturrate è cresciuta con lo zainetto sempre in spalla, viaggiando ogni settimana verso carceri lontane per incontrare il padre, militante dell’ETA condannato a oltre ventisette anni di detenzione. L’infanzia e l’adolescenza scorrono così tra visite sorvegliate, perquisizioni umilianti e domande senza risposta.
Quella che all’inizio sembra solo la storia di una figlia è, in realtà, la vicenda condivisa da un’intera comunità: famiglie spezzate dall’assenza, bambini costretti a crescere nell’attesa, persone che hanno fatto della solidarietà una forma di resistenza.
Attraverso le tappe di questo doloroso pellegrinaggio – da Mansilla de las Mulas a Burgos, da Daroca ad Aranjuez –, la protagonista fa i conti con la rabbia, la frustrazione, la fragilità, raggiungendo una nuova consapevolezza di sé e delle ingiustizie subite.
Con una lingua limpida ed evocativa, Iturrate porta per la prima volta in letteratura la voce dei “bambini con lo zainetto”, trasformando la memoria personale in un racconto universale di amore, mancanza e resilienza.
La storia della figlia di un prigioniero dell’ETA che diventa la voce di tutte le famiglie spezzate dal carcere.