Sono cinquecentesche le prime testimonianze in cui si disegna il mestiere del medico in termini di professione in accezione moderna. Nel processo del suo definirsi, una persistente variabile è l’articolato conflitto col mondo dei guaritori popolari, da cui i medici addottorati cercano di distinguersi e difendersi. Il volume mette a fuoco i percorsi formativi fra Sei e Settecento, e illustra la messa a punto di un quadro di moderna deontologia professionale nella relazione fra medico e paziente. Rimangono sullo sfondo della narrazione le tappe dei progressi scientifici in medicina, mentre il lettore viene condotto attraverso le fonti nel mondo della malattia e della cura, nei secoli precedenti le grandi riforme del secondo Settecento. Vengono ridimensionate inoltre fantasie retrospettive, non ultimo il luogo comune che vuole diffusa l’opinione che la malattia fosse punizione divina. Viceversa, emerge dai documenti un’assoluta laicità del pensiero medico.