Le lettere del sabato
di Irene Dische
Dopo la morte di Dalia, Laszlo Nagel si intristì molto, ma non poteva cambiare la propria natura: amava troppo la vita. Presto a Budapest si fece la reputazione di vedovo allegro. Era allegro anche come padre. A volte si prendeva una giornata libera dal lavoro solo per giocare con suo figlio. Lui diceva giocare, gli eventuali osservatori avrebbero preferito qualcosa come bighellonare o far baldoria.
Il figlio accettava le sue spiegazioni per tutto, inclusa la storia che l'aveva comprato in un negozio specializzato in bambini coi capelli rossi. Quando Peter gli chiese di comprargli un fratellino, lui acconsentì e lo portò nello stesso paese strano e polveroso dove aveva comprato lui soltanto pochi anni prima. Laszlo non riusciva proprio a ritrovare il negozio, così invece andarono al luna park, e si divertirono lo stesso.
Irene Dische
Irene Dische è nata a New York ma vive da molti anni a Berlino. Scrive libri per adulti e per ragazzi. Ha pubblicato anche Pietose bugie (Feltrinelli, 1991), Un accordo …