Palladio e l'acqua nella terraferma veneta del 1500

Il governo delle acque è un elemento chiave della trasformazione nel Veneto rinascimentale. Nelle città come nelle campagne, l’acqua è la via di trasporto più rapida e sicura per mezzi e persone, è forza motrice per i mulini, è l’elemento base per l’irrigazione, per la coltivazione del riso e per i giardini. Il rapporto tra architettura e acqua, che nel mondo umanistico del Cinquecento riemerge dalle pagine dei trattati di Vitruvio e Frontino, è un fattore con cui lo stesso Palladio deve misurarsi nel momento della progettazione dei suoi edifici. Gli studi raccolti affrontano questo tema di ricerca con un focus specifico sulla terraferma veneta e da una varietà di sguardi disciplinari. L’obiettivo è di intrecciare le conoscenze per mettere in luce lo stretto rapporto tra architettura, produzione agricola e manifatturiera, scelte politiche e tecniche di governo del territorio, economia e benessere sociale.

 

Hanno contribuito al volume: Donata Battilotti, Carlo Bazzani (Università di Verona), Guido Beltramini (CISA Andrea Palladio), Gerd Blum (Kunstakademie Münster / Universität Wien), Silvia Dandria (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza), Edoardo Demo (Università di Verona), Deborah Howard (Professor Emerita, University of Cambridge), Walter Panciera (Università di Padova), Simone Rauch, Fernando Rigon Forte, Elena Svalduz (Università di Padova), Francesco Vallerani (Università Ca’ Foscari, Venezia), Francesco Vianello (Università di Padova).

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