Una strada senza nome

Infanzia e altre disavventure in Bulgaria

di Kapka Kassabova

Una strada senza nome è la storia di un’infanzia comunista a Sofia, dell’emigrazione successiva alla caduta del Muro di Berlino e del ritorno, anni dopo, in un paese che è al contempo luogo d’origine e di sradicamento.

Il memoir di Kapka Kassabova è, nella prima parte, il racconto ironico e lucido di un’educazione totalitaria a scuola e nella vita quotidiana, dell’oppressione interiorizzata, delle privazioni e imposizioni tipiche del socialismo reale vissute come assoluta normalità: il Muro, osserva, “non era più un luogo, e neppure un simbolo. Era invece uno stato mentale collettivo, e c’è qualcosa di confortevole, di rassicurante, in tutto ciò che è collettivo”.

Il ritorno in Bulgaria, una quindicina di anni dopo la caduta del Muro (che la porta in Inghilterra e poi in Nuova Zelanda), costituisce la seconda parte: un viaggio esplorativo nel postcomunismo e nelle sue contraddizioni, una storia frammentaria ed episodica del proprio paese, e insieme la ricerca impossibile delle origini. Una riflessione profonda sul “Socialismo dal Volto Umano”, sull’esilio, sul senso dei confini e, soprattutto, sull’identità individuale e collettiva in un mondo in movimento.



“L’ho compresa sul serio, la Bulgaria? Avrò certamente commesso qualche errore, ma il mio scopo era soprattutto raccontare il viaggio di un popolo nel corso del tempo. Il popolo a cui appartengo.”


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  • Marchio: Crocetti
  • Data d’uscita: 24 Marzo 2026
  • Collana: Mediterranea
  • Pagine: 368
  • Prezzo: 20,90 €
  • ISBN: 9788883065033
  • Traduttore: Anna Lovisolo