Vandana Shiva: Il summit Fao è fallito

13 Giugno 2002
Usa la consueta franchezza Vandana Shiva, la studiosa indiana considerata il punto di riferimento nella lotta per difendere la biodiversità. E´ a Roma per partecipare al vertice delle Organizzazioni non governative, ma ieri si è affacciata anche al palazzo della Fao.


Signora Shiva, perché i leader del mondo hanno disertato il vertice?
Perché i leader dei paesi "potenti" hanno già fatto il loro lavoro, hanno stabilito le priorità senza neanche arrivare a Roma. E i capi dei paesi meno potenti, invece, hanno capito che tutto era già stato deciso. In parole povere, è stato deciso che i governi non possono risolvere il problema della fame, ma possono risolvere invece i problemi delle multinazionali.


Ma se i vertici non decidono, qual è l´alternativa per i problemi della produzione alimentare?
Passare alla gente comune, ai contadini, alle donne, che sono in grado di ottenere alta produttività lavorando su soluzioni locali, a basso costo. E partono dalla difesa della biodiversità, invece che proporre la monocoltura. Questa è una scelta che porta alla povertà, che costringe i contadini a pagare i diritti sui semi che usano da secoli. La politica agricola attuale, i brevetti sulle sementi, portano i contadini al suicidio. So di persone costrette a vendere le mogli, i figli, la terra, il bestiame, i reni o altre parti del proprio corpo... .

Dal vertice sembra venir fuori una cauta apertura alle biotecnologie. Che ne pensa?
Non ne abbiamo bisogno. E´ una strada piena di pericoli, che aumenta la produttività molto meno di quanto la aumentino le tecniche già utilizzate. Si parla tanto del golden rice, il riso transgenico ad alto contenuto di vitamina A, ma il nostro riso coltivato biologicamente ne contiene di più. Per ora l´utilizzo degli Ogm ha dato risultati devastanti. Ma la ricerca scientifica e le trattative a livello di governo ormai sono sostituite dalla propaganda.

Ma insomma, questo vertice è da cancellare?
No: appuntamenti come questi sono utili perché rivelano la verità del potere. Quanto alla Fao, io sono convinta che in questi palazzi ci sia una grande quantità di conoscenza. Qui ci sono tante persone che cercano di far del bene, di difendere la gente dai monopoli.

Come deve cambiare la Fao?
Credo che debba essere più autonoma e meno burocratica. Dovrebbe concentrare i suoi sforzi sulla ricerca e sui servizi.

Come giudica le altre agenzie delle Nazioni Unite? Il Wfp?
Il World Food Programme è il più grande distributore sottocosto di alimenti geneticamente modificati. Invece dovrebbe pensare che per evitare le emergenze serve la rigenerazione dell´agricoltura. E poi, ci sono troppe agenzie Onu, non ce n´è bisogno. Serve solo qualcuno che sostenga le strutture locali, quelle già esistenti sul territorio.

Se la sente di dare una valutazione all´operato di Jacques Diouf?
Il direttore della Fao dovrebbe rappresentare le esigenze degli affamati, stabilire ciò che bisogna fare per combattere il bisogno. Se devo dare un giudizio da questo summit, dico che ha fallito.

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