Vandana Shiva: Chi vuole asservire il Pianeta
23 Agosto 2002
Al World Summit sullo Sviluppo sostenibile, che si svolgerà a Johannesburg in Sudafrica fino al 4 settembre 2002, si assisterà alla sfida tra quanti vogliono possedere e asservire la Terra e quanti invece intendono vivere rispettandone le leggi e proteggendone e proteggendone le ricchezze affinché queste siano oggi usufruibili da tutta l´umanità e al sicuro per le prossime generazioni. Questo è il reale scontro tra civiltà di cui occorre occuparsi. E così sarà. Il summit di Johannesburg, che si pensava potesse essere un Summit Rio+10 - ovvero il culmine dei lavori iniziati dieci anni fa all´Earth Summit del 1992 - in realtà si sta ufficialmente delineando piuttosto come uno Stoccolma-10: la conferenza di Stoccolma del 1972 fu il primo segnale concreto dell´ammissione da parte dei governi dell´esistenza di problemi ambientali.
Problemi causati da insostenibili modelli di crescita economica e d´industrializzazione.
Il summit di Stoccolma portò alla costituzione di ministeri dell´ambiente, alla creazione di enti preposti alla sua protezione, nonché alla stesura di risoluzioni specifiche. Al summit fecero seguito due decenni di consolidamento delle politiche ambientali a livello nazionale.
Per la fine degli Anni '90 divenne lampante che se da un lato le cause dei problemi ambientali potevano essere risolte all´interno dei confini nazionali, dall´altro il loro impatto andava ben al di là di essi. Pertanto, il summit di Rio portò ad una seconda generazione di leggi e di politiche ambientali, destinate a far combaciare gli obblighi internazionali dei vari paesi e quelli specificatamente nazionali. I due strumenti legali messi a punto durante i lavori di Rio furono la Convenzione sulla diversità biologica (Cbd, Convention on biological diversity), e il Trattato sui cambiamenti climatici (Cct, Climate change treaty).
Tuttavia, l´agenda di Rio è stata pregiudicata dall´ordine del giorno del Gatt/Wto (General agreement on tariffs and trade, Accordo generale sulle tariffe e sul commercio della World trade organisation, Organizzazione mondiale del commercio). Il protocollo per la Bio-sicurezza (Biosafety protocol), contenuto nel Cbd, e il Protocollo di Kyoto, parte integrante della Climate change convention, sono stati entrambi compromessi dal più grande inquinatore transgenico e dal maggiore produttore di anidride carbonica (Co2) del mondo: gli Stati Uniti.
Il programma del Wto è in disgrazia persino all´interno del medesimo Wto. Infatti, mentre per mezzo del Wto gli Stati Uniti sono riusciti ad imporre all´India la cancellazione delle restrizioni legate alle importazioni, lo stesso Wto si è rivelato impossibilitato ad evitare che gli Stati Uniti con il nuovo Farm bill alzassero ulteriormente, fino a 20 miliardi di dollari l´anno, i sussidi al business agricolo statunitense. Il vincolante Review of Trips, l´accordo sulla proprietà intellettuale, è stato ostacolato ancora una volta dagli Stati Uniti, nonostante gli appelli dei paesi del Terzo mondo ad escludere qualsiasi essere vivente dalla possibilità di essere brevettato e gli appelli a rendere la pirateria biologica un crimine.
Pertanto, si sta cercando di sfruttare il World summit sullo Sviluppo sostenibile per far avanzare l´agenda del Wto, che non riesce a farsi strada altrimenti all´interno del medesimo Wto - un madornale passo indietro in termini di diritti dei cittadini e di responsabilità dei governi e delle grandi imprese.
Sviluppo è una parola magnifica, che evoca il significato di evoluzione autonoma. Fino alla metà del XX° secolo, questa parola è stata infatti sinonimo di evoluzione autonomamente gestita. Ma la trasformazione del concetto di sviluppo in una vera e propria ideologia ha portato alla globalizzazione delle priorità, dei modelli e dei pregiudizi del mondo occidentale. Invece di scaturire dal suo interno, lo sviluppo è imposto dall´esterno. Invece di contribuire alla tutela delle diversità, lo sviluppo ha generato omogeneità e uniformità.
Lo sviluppo del mercato è un concetto che tiene conto del solo mercato, basato com´è su indicatori di crescita del mercato e sulla esteriorizzazione dei costi ambientali e dei diritti e dei bisogni dell´uomo. Il diritto allo sviluppo che abbia come fondamento l´universalizzazione dello sviluppo del mercato è ecologicamente impossibile e insostenibile. A conti fatti, esso equivale al diritto di distruggere, poiché la prosperità del mercato nell´emisfero Nord della Terra è caratterizzata da un consumo pro-capite e dallo sfruttamento delle risorse naturali da 5 a 20 volte superiori a quelli dei Paesi in via di sviluppo.
Al contrario, il diritto allo sviluppo che tiene in considerazione l´uomo e la natura ha per fondamento sia l´ecologia, sia la giustizia. Simile "sviluppo sostenibile" può e deve essere applicato ad entrambi gli emisferi del pianeta.
Infatti, mentre lo sviluppo che prende in considerazione le sole necessità del mercato necessita di un´apartheid totale tra il Nord e il Sud della Terra, tra paesi ricchi e paesi poveri, con lo sviluppo che ha a cuore la sorte dei popoli è possibile una convergenza tra l´ambiente e lo sviluppo da un lato, e tra i due emisferi dall´altro. Questo è lo scottante punto dell´agenda di Rio rimasto irrisolto, il punto che la comunità internazionale deve ancora affrontare per garantire la sopravvivenza del pianeta e di tutti i popoli.
Sfortunatamente, però, è in corso un forsennato tentativo di cancellare dalla memoria gli impegni sottoscritti a Rio. La prima falsa interpretazione introdotta è che "ambiente" e "sviluppo" siano preoccupazioni che si escludono a vicenda. Questo è sempre stato il punto forte della propaganda industriale e commerciale pre-Stoccolma. Ma, dopo Stoccolma, si era infine giunti a trascendere questo concetto, si era riconosciuto che un sistema di leggi e di governi positivo per l´ambiente è altresì valido per lo sviluppo dei popoli, e viceversa che sistemi che distruggono e inquinano l´ambiente annientano al contempo anche le possibilità di vita e la salute dei popoli.
La distruzione e l´indebita appropriazione delle risorse sono le principali cause della miseria: garantire che siano rispettati i diritti della terra, dell´acqua e della bio-diversità è il miglior strumento di cui disponiamo per porre fine alla povertà del Terzo mondo. Nonostante ciò, nel programma dei lavori di Johannesburg questa formula della miseria è stata deliberatamente omessa. L´agenda di Rio è stata sostituita da quella di Doha, così che invece di modificare i regolamenti del Wto alla luce di quanto deliberato a Rio, si utilizza il Wto per invalidare i risultati di quel summit.
La perversa equazione che si sta creando è la seguente: Eliminazione della povertà = globalizzazione dell´economia = statuto del Wto = controllo delle risorse da parte delle grandi corporation.
L´implicito ordine del giorno di Johannesburg riguarda la privatizzazione delle risorse naturali e il controllo della gente comune. L´eliminazione della povertà ne è la scusa. Infatti sottrarre le risorse ai poveri sottrar loro la terra tramite la "corporatizzazione" dell´agricoltura, l´acqua con la privatizzazione, le sementi e la biodiversità loro specifica con brevetti e diritti sulla proprietà intellettuale significa lasciarli nell´indigenza, profughi, diseredati. Questa "eliminazione della povertà" consiste in realtà nell´"eliminare i poveri", allontanandoli ancor più dal posto nella società e nell´economia che loro compete. Parlare di povertà è diventato il paravento per cancellare alla vista i sistemi che creano povertà e indebitamento.
Questa è la sfida, questo è il conflitto creato dalla globalizzazione in ogni società. Il regolamento del Wto e le politiche di modifica strutturale della Banca Mondiale stanno rendendo la terra, l´acqua, e la biodiversità monopoli delle corporation, le stanno piegando e sfruttando a fini di profitto. Quanti governano hanno già dato prova della loro abilità a violentare la Terra e ad uccidere gli innocenti con le guerre e la fame. Saremo capaci noi tutti, intesi come specie umana, a far rinascere compassione e saggezza in misura sufficiente a proteggere la Terra e i popoli che la abitano?
Copyright Ips
(Traduzione di Anna Bissanti)
Problemi causati da insostenibili modelli di crescita economica e d´industrializzazione.
Il summit di Stoccolma portò alla costituzione di ministeri dell´ambiente, alla creazione di enti preposti alla sua protezione, nonché alla stesura di risoluzioni specifiche. Al summit fecero seguito due decenni di consolidamento delle politiche ambientali a livello nazionale.
Per la fine degli Anni '90 divenne lampante che se da un lato le cause dei problemi ambientali potevano essere risolte all´interno dei confini nazionali, dall´altro il loro impatto andava ben al di là di essi. Pertanto, il summit di Rio portò ad una seconda generazione di leggi e di politiche ambientali, destinate a far combaciare gli obblighi internazionali dei vari paesi e quelli specificatamente nazionali. I due strumenti legali messi a punto durante i lavori di Rio furono la Convenzione sulla diversità biologica (Cbd, Convention on biological diversity), e il Trattato sui cambiamenti climatici (Cct, Climate change treaty).
Tuttavia, l´agenda di Rio è stata pregiudicata dall´ordine del giorno del Gatt/Wto (General agreement on tariffs and trade, Accordo generale sulle tariffe e sul commercio della World trade organisation, Organizzazione mondiale del commercio). Il protocollo per la Bio-sicurezza (Biosafety protocol), contenuto nel Cbd, e il Protocollo di Kyoto, parte integrante della Climate change convention, sono stati entrambi compromessi dal più grande inquinatore transgenico e dal maggiore produttore di anidride carbonica (Co2) del mondo: gli Stati Uniti.
Il programma del Wto è in disgrazia persino all´interno del medesimo Wto. Infatti, mentre per mezzo del Wto gli Stati Uniti sono riusciti ad imporre all´India la cancellazione delle restrizioni legate alle importazioni, lo stesso Wto si è rivelato impossibilitato ad evitare che gli Stati Uniti con il nuovo Farm bill alzassero ulteriormente, fino a 20 miliardi di dollari l´anno, i sussidi al business agricolo statunitense. Il vincolante Review of Trips, l´accordo sulla proprietà intellettuale, è stato ostacolato ancora una volta dagli Stati Uniti, nonostante gli appelli dei paesi del Terzo mondo ad escludere qualsiasi essere vivente dalla possibilità di essere brevettato e gli appelli a rendere la pirateria biologica un crimine.
Pertanto, si sta cercando di sfruttare il World summit sullo Sviluppo sostenibile per far avanzare l´agenda del Wto, che non riesce a farsi strada altrimenti all´interno del medesimo Wto - un madornale passo indietro in termini di diritti dei cittadini e di responsabilità dei governi e delle grandi imprese.
Sviluppo è una parola magnifica, che evoca il significato di evoluzione autonoma. Fino alla metà del XX° secolo, questa parola è stata infatti sinonimo di evoluzione autonomamente gestita. Ma la trasformazione del concetto di sviluppo in una vera e propria ideologia ha portato alla globalizzazione delle priorità, dei modelli e dei pregiudizi del mondo occidentale. Invece di scaturire dal suo interno, lo sviluppo è imposto dall´esterno. Invece di contribuire alla tutela delle diversità, lo sviluppo ha generato omogeneità e uniformità.
Lo sviluppo del mercato è un concetto che tiene conto del solo mercato, basato com´è su indicatori di crescita del mercato e sulla esteriorizzazione dei costi ambientali e dei diritti e dei bisogni dell´uomo. Il diritto allo sviluppo che abbia come fondamento l´universalizzazione dello sviluppo del mercato è ecologicamente impossibile e insostenibile. A conti fatti, esso equivale al diritto di distruggere, poiché la prosperità del mercato nell´emisfero Nord della Terra è caratterizzata da un consumo pro-capite e dallo sfruttamento delle risorse naturali da 5 a 20 volte superiori a quelli dei Paesi in via di sviluppo.
Al contrario, il diritto allo sviluppo che tiene in considerazione l´uomo e la natura ha per fondamento sia l´ecologia, sia la giustizia. Simile "sviluppo sostenibile" può e deve essere applicato ad entrambi gli emisferi del pianeta.
Infatti, mentre lo sviluppo che prende in considerazione le sole necessità del mercato necessita di un´apartheid totale tra il Nord e il Sud della Terra, tra paesi ricchi e paesi poveri, con lo sviluppo che ha a cuore la sorte dei popoli è possibile una convergenza tra l´ambiente e lo sviluppo da un lato, e tra i due emisferi dall´altro. Questo è lo scottante punto dell´agenda di Rio rimasto irrisolto, il punto che la comunità internazionale deve ancora affrontare per garantire la sopravvivenza del pianeta e di tutti i popoli.
Sfortunatamente, però, è in corso un forsennato tentativo di cancellare dalla memoria gli impegni sottoscritti a Rio. La prima falsa interpretazione introdotta è che "ambiente" e "sviluppo" siano preoccupazioni che si escludono a vicenda. Questo è sempre stato il punto forte della propaganda industriale e commerciale pre-Stoccolma. Ma, dopo Stoccolma, si era infine giunti a trascendere questo concetto, si era riconosciuto che un sistema di leggi e di governi positivo per l´ambiente è altresì valido per lo sviluppo dei popoli, e viceversa che sistemi che distruggono e inquinano l´ambiente annientano al contempo anche le possibilità di vita e la salute dei popoli.
La distruzione e l´indebita appropriazione delle risorse sono le principali cause della miseria: garantire che siano rispettati i diritti della terra, dell´acqua e della bio-diversità è il miglior strumento di cui disponiamo per porre fine alla povertà del Terzo mondo. Nonostante ciò, nel programma dei lavori di Johannesburg questa formula della miseria è stata deliberatamente omessa. L´agenda di Rio è stata sostituita da quella di Doha, così che invece di modificare i regolamenti del Wto alla luce di quanto deliberato a Rio, si utilizza il Wto per invalidare i risultati di quel summit.
La perversa equazione che si sta creando è la seguente: Eliminazione della povertà = globalizzazione dell´economia = statuto del Wto = controllo delle risorse da parte delle grandi corporation.
L´implicito ordine del giorno di Johannesburg riguarda la privatizzazione delle risorse naturali e il controllo della gente comune. L´eliminazione della povertà ne è la scusa. Infatti sottrarre le risorse ai poveri sottrar loro la terra tramite la "corporatizzazione" dell´agricoltura, l´acqua con la privatizzazione, le sementi e la biodiversità loro specifica con brevetti e diritti sulla proprietà intellettuale significa lasciarli nell´indigenza, profughi, diseredati. Questa "eliminazione della povertà" consiste in realtà nell´"eliminare i poveri", allontanandoli ancor più dal posto nella società e nell´economia che loro compete. Parlare di povertà è diventato il paravento per cancellare alla vista i sistemi che creano povertà e indebitamento.
Questa è la sfida, questo è il conflitto creato dalla globalizzazione in ogni società. Il regolamento del Wto e le politiche di modifica strutturale della Banca Mondiale stanno rendendo la terra, l´acqua, e la biodiversità monopoli delle corporation, le stanno piegando e sfruttando a fini di profitto. Quanti governano hanno già dato prova della loro abilità a violentare la Terra e ad uccidere gli innocenti con le guerre e la fame. Saremo capaci noi tutti, intesi come specie umana, a far rinascere compassione e saggezza in misura sufficiente a proteggere la Terra e i popoli che la abitano?
Copyright Ips
(Traduzione di Anna Bissanti)