Sicurezza. Razzisti per legge

03 Luglio 2009
Basta poco nell'aula del Senato per capire che il vincitore non è certo il Paese. Appena il voto sul disegno di legge sicurezza si conclude con la scontata approvazione del provvedimento (157 sì contro 124 no) dai banchi della Lega scoppia la bagarre. Dita alzate in segno di vittoria, cravatte e fazzoletti verdi che spuntano da tutte le giacche mentre dai banchi del governo il ministro degli Interni Roberto Maroni si sbraccia in saluti verso i compagni di partito.
C'è poco da pensare: c'è voluto un anno di tempo, a dimostrazione di come perfino per la stessa maggioranza non è stato facile obbedire in silenzio, ma alla fine tutte le misure proposte dalla Lega sono passate e il Carroccio può cantare vittoria: ronde, reato di clandestinità, prolungamento fino a 180 giorni della detenzione nei Cie, regolarizzazione dei buttafuori, registro per i clochard, tassa sulla cittadinanza e sul permesso di soggiorno, impossibilità per i clandestini di iscrivere i propri figli all'anagrafe. Da ieri tutto questo è legge. «Una legge che porterà solo dolore», commenta con perfetta sintesi monsignor Agostino Marchetto segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti che non nasconde il suo dispiacere per l'approvazione del ddl.
Parole dure, che non arrivano però fino al premier. «Non le conosco le critiche, non posso rispondere», risponde infatti Berlusconi dall'Aquila a chi gli fa notare il disappunto del Vaticano. L'approvazione del disegno di legge sicurezza è uno dei regali che il premier fa al suo più fedele alleato e lo rivendica fino in fondo. «E' un legge voluta fermamente e fortemente dal presidente del consiglio e tutto il governo, che potrà garantire con misure più efficaci la sicurezza e la tranquillità dei cittadini» spiega infatti Berlusconi durante la conferenza stampa sul G8 abruzzese.
A cantare vittoria però sono solo maggioranza e governo. Non solo dalle forze politiche dell'opposizione, ma neanche dalle associazioni professionali, dai sindacati di polizia e dalla società civile in genere si leva una voce a sostegno del provvedimento. nell'aula di palazzo Madama il compito dio fare da contraltare all'entusiamo leghista spetta ai senatori dell'Italia dei valori che innalzano cartelli con la scritta: «I veri clandestini siete voi: governo clandestino del diritto». Per Dario Franceschini il ddl rappresenta «un danno per il paese». «Questo ddl ha per titolo la sicurezza, ma in realtà accresce l'insicurezza: nessuna risorsa in più è destinata alle forze di polizia, mentre passano provvedimenti inutili e dannosi».
Ma è proprio da Oltretevere che arrivano le critiche più dure, con monsignor Marchetto che passa in esame tutti i punti più critici del provvedimento. A partire dal reato di clandestinità, definito il «peccato originale» responsabile di tutte le misure contro gli immigrati, ma anche contro il prolungamento fino a sei mesi della detenzione nei Cie. «Avrà gravi conseguenze per coloro che saranno detenuti», dice il segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti per il quale, al contrario di quanto affermato fino a oggi dal governo, dietro non c'è alcun obbligo da parte dell'Unione europea. «Poiché in Europa ci sono Paesi che prevedono un periodo di detenzione più breve, non si può dire che si tratti di un costringimento europeo».
Stessa bocciatura arriva anche dalla società civile, con la Caritas che parla di palese violazione dei diritti umani che pone l'Italia fuori dall'Europa e accusa il governo di essere interessato più al consenso che alla gestione di un fenomeno complesso come quello dell'immigrazione. «Il fatto - aggiunge l'Unhcr - che una serie di provvedimenti riguardanti l'immigrazione sia stata approvata in un provvedimento sulla sicurezza, avalla l'equazione fuorviante di immigrazione uguale criminalità». Dall'Arci arriva infine un invito alla disobbedienza civile.
Anche gli addetti ai lavori bocciano la legge leghista. Per l'Unione camere penali italiane, quello approvato ieri è un provvedimento «propagandistico, dai contenuti radicalmente inaccettabili, che segna una profonda involuzione autoritaria del sistema». «Stiamo rapidamente passando da una insicurezza percepita a una drammaticamente reale», dice invece il segretario nazionale dell'Associazione funzionari di polizia Enzo Marco Letizia, mentre i sindacati dei medici denunciano il rischio che continui a esistere l'obbligo per i camici bianchi di denunciare i clandestini che chiedono di essere curati.
Sicurezza. Razzisti per legge

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