Lo chiamiamo amore? Chiara Gamberale su Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer
11 Febbraio 2010
"Uno di quei libri da cui è difficile separarsi, perché quando si comincia a leggere, non c'è ritrosia intellettuale che possa ostacolare l'impellenza emotiva di sapere come andrà a finire. Ma anche perché, quando quel finale si raggiunge, ormai è troppo tardi: il vento del Nord batte anche sulle nostre finestre e ci costringe quantomeno a verincare se siano chiuse bene. Se cioè tutto qriello che chiamiamo nostro (la nostra casa, nostro marito, nostra moglie, l'ora su cui è puntata la nostra sveglia) lo sia realmente o non faccia invece da palcoscenico a un personaggio che non corrisponde più a chi siamo diventati noi nel frattempo. Detto cosi, ha dell'operazione necessaria e nobile. In termini pratici, è un gran casino."
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